Altri links interessanti:

Le palafitte di Unteruhldingen portano alla luce con le loro ricostruzioni un mondo scomparso:
www.pfahlbauten.de

Sito informativo dell’associazione per la ricerca di fondi per il patrimonio dell‘umanità:
www.palafittes.org

Sito speciale del noto programma televisivo “L’esperienza dell’età della pietra” della ARD, la „Rai“ della Germania (solo in tedesco):
www.swr.de

 

Delle palafitte a Ganvie, nel Benin, Africa dell‘est

Ancora oggi esistono delle palafitte abitate – per esempio nell’Asia del sudest, nell’Africa dell’ovest oppure nell’America centrale.

Addirittura in Europa si possono trovare delle palafitte abitate ma da noi vengono usate per la maggior parte come capanne da villeggiatura, e si trovano spesso in regioni di acqua alta o alluvionali – cioè sulle rive di mari, laghi o fiumi – dove le capanne senza cantina né piano terra sono utilissime. A volte si costruiscono le palafitte per motivi di tradizione o per proteggersi da insetti. Le possibilità sono tante per costruire un pavimento sopraelevato.

Le realizzazzioni di pavimenti, muri o tetti sono tutte differenti. La forma delle capanne e le soluzioni tecniche dipendono dal materiale disponibile, dalle idee dell‘ architetto e anche dalle condizioni dell’ambiente.

Sul fondo fangoso di un lago serve una soluzione più stabile che sull’argilla consolidata. È evidente che in una zona con tante conifere che crescono dritte si usano molto più le costruzioni con tronchi d’albero, mentre nelle regioni con più legname di latifoglie si possono trovare molto più spesso le costruzioni con colmo a colonne che hanno dei pali portanti in maniera ramificata.

È noto che attorno al Lago di Costanza nell’età della pietra e del bronzo cresceva una foresta mista di latifoglie e conifere, e anche che il livello dell’acqua variava. Si può dedurre quindi, che le palafitte sulle sponde preistoriche del lago erano di solito costruite di legno di latifoglie.